lunedì 25 ottobre 2010

4 - I primi mesi a Pieve Emanuele

Jason quindi va a Pieve Emanuele.  È distante 80 km da casa nostra,  ma  si recherà  ad allenarsi  con la squadra inizialmente una volta alla settimana, accompagnato dal padre (mai un ritardo, con tutti i tempi atmosferici, neve compresa) e – come prima –gli altri 4 giorni si allenerà con Vili ad Angera. È un passo importante per la sua crescita come giocatore. A Pieve, sarà in squadra con un ragazzo della sua stessa età, che milita nella stessa categoria. Insieme si alleneranno, insieme giocheranno i doppi nei tornei nazionali, insieme formeranno la squadra del campionato B2.
Questi, almeno, sono gli accordi verbali tra il presidente del TT Pieve Nicola D'Ambrosio e Roberto Luini, nella sua duplice veste di rappresentante del TTA e padre del ragazzo.

Che qualcosa non va, lo scopriamo quasi subito.
La società fornisce a Jason una tuta, due magliette e una borsa usata, abbandonata da un ex giocatore, e diversa da quella in dotazione ai suoi compagni. Nemmeno un paio di pantaloncini. Stringe il cuore vedere la squadra arrivare in palestra, tutti vestiti uguali, con la stessa borsa, tranne Jason. Una sciocchezza, pensiamo noi, ma  Jason ha 14 anni, Jason si vergognava, di quella borsa.
Anche l'allenamento non è quello che si aspettava. Appena arrivato, nel primissimo pomeriggio, Jason gioca con il suo compagno Frizzo Tatulli. Ma quando Patrizio Deniso, l'allenatore della prima squadra, si prende Tatulli.
Solo Tatulli.
E Jason spesso rimane ad allenarsi con le seconde linee.
Come se non bastasse, niente campionato di B2. Ma come, non l’hanno voluto proprio per questo, nostro figlio? Per fare la squadra con Tatulli e conquistare il passaggio in B1? Cosa è successo?
È successo che siamo in Italia. C’è un giocatore adulto che pretende di giocare e, secondo le voci non controllate che circolano, è un finanziatore della società. Dirgli di no, equivale a perdere i suoi contributi. Jason quindi viene confinato in C1, dove non c'era bisogno di lui e dove i titolari (tutti adulti) non lo vogliono tra i piedi.

Quindi, Jason si ritrova isolato, messo da parte. La luce che ha sempre avuto negli occhi, spesso, tornando in auto da Pieve è spenta. Suo padre se ne accorge, ma lo incoraggia. Gli parla delle cose positive.
Perché ci sono, sia chiaro. Ad allenare il Pieve Emanuele c'è il rumeno Bobocica, che ne intuisce le potenzialità e lo prende sotto la sua ala. Una bella persona, Bobocica, l’ho conosciuto e apprezzato, e in più un allenatore di grande livello, che poi verrà chiamato ad allenare una squadra europea.
E c'è il suo compagno, Frizzo Tatulli. Questi due ragazzi, nonostante la dirigenza della squadra faccia di tutto per renderli nemici, con un trattamento di una disparità impressionante, riescono a fregarsene e a divertirsi insieme.  Meravigliosa capacità della giovinezza.

Ma se con il figlio cerca di gettare acqua sul fuoco, qualche spiegazione per sé Roberto la pretenderebbe. Affronta direttamente Nicola D’Ambrosio, perché è chiaro che le direttive vengono da lui: Deniso è un dipendente, allena quelli che gli dicono di allenare. Roberto gli chiede perché quello che era stato garantito al momento del prestito non viene rispettato.  
– Sai, lui è  in prestito, il vincolo è precario, non possiamo investire su di lui – gli risponde.
Lo sapeva anche prima, direte voi, ed è quello che dissi anch’io.

Ma qui devo introdurre un colpo di scena:  Jason non è più in prestito!
Il TTA Angera non lo sa,  noi genitori men che meno, ma Jason è già del Pieve Emanuele.  Perché quando Roberto ha consegnato il Nulla Osta non sapeva – non aveva capito, non aveva letto, che importanza ha ormai? – di doverlo anche tesserare.
Nicola D'Ambrosio probabilmente, quando ha ricevuto il nulla osta dalle mani di Roberto, ignorava che il TTA non avesse proceduto al tesseramento. Ma poi lo ha scoperto, ovviamente. Oltre che presidente del Pieve era anche consigliere della Fitet Lombardia. E cosa ha fatto?
Lo ha tesserato lui. Prendendosi, di fatto, il cartellino. Senza dire nulla al TTA, tantomeno ai suoi genitori – i genitori di un minorenne! - anzi sostenendo con tutti la commedia secondo la quale Jason era in prestito. Legando di fatto Jason fino ai 21 anni, vincolandone scelte e spostamenti al suo insindacabile giudizio.
Cosa devo pensare di questa cosa?
La legge non ammette ignoranza, certo, Roberto e il TTA hanno sbagliato la procedura. Ma esiste una cosa chiamata correttezza.

Jason quindi è del Pieve Emanuele a tutti gli effetti, ma – chissà perché – viene tenuto alla larga dalla prima squadra. E intanto il campionato di B2 non sta andando bene...

35 commenti:

  1. Questa è veramente una cosa che grida vendetta.
    E quale sarebbe lo scopo di tarpare le ali a un ragazzo in questo modo?
    ci deve essere un modo di svincolarlo!
    gloria

    RispondiElimina
  2. Che bisogno c'è di essere corretti quando si può esercitare un minimo di potere? Che schifo.
    Elena

    RispondiElimina
  3. Questa storia ha dell'incredibile. L'abuso di potere è meschino di suo se poi è usato nei confronti di un ragazzo che non ha ancora la possibilità di difendersi, è veramente da schifosi.
    paola

    RispondiElimina
  4. E' la forza che spinge i mediocri: l'invidia per chi è giovane e ha talento.
    Se posso fare qualcosa per aiutare il talento di Jason, la farò.

    Teniamo duro!

    RispondiElimina
  5. E' perché lo veniamo a sapere che ci meravigliamo. Ma quante cose del genere succedono e non le sappiamo?
    Liberiamo Jason e ridiamo luce a quegli occhi. E vediamo anche di capire come e cosa fare perché non succedano più piccole meschine violente cose così.

    RispondiElimina
  6. ... ma racconta il resto. Perché c'è dell'altro, immagino.

    RispondiElimina
  7. Sì, c'è dell'altro. Siamo solo ai primi mesi del 2006.

    RispondiElimina
  8. Una brutta situazione che non è che lo specchio di una realtà più grande.
    In bocca al lupo!
    E aggiornaci!
    Michele

    RispondiElimina
  9. Che brutta storia, davvero! Questa cosa del vincolo sportivo la conosco, non ci pensavo più da anni quanto il "mio ragazzo" giocava, e non pensavo esistesse più. Chissà, forse mio marito, passati i cinquant'anni, é ancora "di proprietà" della squadra di basket con cui giocava a venti... La trovavo un'assurdità già allora.
    Patrizia

    RispondiElimina
  10. Questa storia potrebbe essere applicata a qualsiasi sport, dal calcio al basket. Chissà quanti talenti sportivi abbiamo seppellito sotto leggi assurde e politiche miopi...

    RispondiElimina
  11. Utilizzare la passione di qualcuno, e peggio ancora di un ragazzo, per fini personali o per dar seguito a frustrazioni individuali non è riprovevole, è un abominio

    RispondiElimina
  12. E' chiaro che non ci hai detto ancora tutto, per questo dare consigli è prematuro...

    Spero solo che l'energia che Jason avrà per forza accumulato in questi anni, la sappia incanalare positivamente, contro i prossimi avversari.

    RispondiElimina
  13. Jason libero!
    Cristina

    RispondiElimina
  14. E' la prima volta che sento di ignominie in uno sport come il tennis tavolo, in teoria uno di quegli sport "minori" dove sembra(va) che le dita lunghe e sporche del potere e del denaro non possano arrivare. Ma sono io ad essere un ingenuo, nel mio pur incrollabile cinismo.
    Hai ragione su tutta la linea, Lilli, e come potrebbe essere altrimenti?
    Concordo con il commento di Alessandro: seppelliamo talenti di continuo, e non solo nello sport.
    Se possiamo fare qualcosa, qualunque cosa, considerami della partita. Per usare un termine che mi sembra azzeccato.
    Forza Jason!

    RispondiElimina
  15. E'una cosa vergognosa! E sulla pelle di un ragazzo che a questa società ha dato tanto!
    Jason, siamo tutti con te!

    RispondiElimina
  16. Che storia assurda... se fosse capitata a mio figlio, mi sarei arrabbiato parecchio!

    RispondiElimina
  17. Sai bene cara Lilli quanto io capisca questa situazione disgustosa e spero davvero che Jason possa avere il suo futuro, che qualcuno intervenga contro queste regole. E ripeto come ho già detto: QUESTO E' UN SEQUESTRO DI PERSONA!

    RispondiElimina
  18. Si direbbe che il loro scopo sia impedire che giochi con un'altra squadra così da non ritrovarselo come avversario.
    Che tristezza.
    Agnese

    RispondiElimina
  19. Genera altra rabbia e la vergogna di essere italiano!

    RispondiElimina
  20. Assurdo... Lilli raccontaci il resto perché non ci capisco nulla. Cosa c'entrano talento, passione e impegno con sta roba? E perché, dopo averlo "sequestrato", l'hanno comunque continuato a trattare così? Cosa possiamo fare noi? Tu continua a scrivere, noi continueremo a commentare e faremo girare su facebook... Non siete soli ok?
    Barbi

    RispondiElimina
  21. Sporcare lo sport e spegnere l'entusiasmo di un ragazzo e' cosa che puo' accadere solo in questo cavolo di paese. Io ci sono!

    RispondiElimina
  22. C'è poco da commentare. Rimane solo una grande tristezza.
    Carlo

    RispondiElimina
  23. Solidarietà per Jason, adc

    RispondiElimina
  24. voglio vedere come va a finire...

    RispondiElimina
  25. La storia è brutta ma può andare fino al tesseramento alla vostra insaputa, un atto sporco, immorale, e secondo me veramente ai confini della giustizia.
    COME CACCHIO SI TESSERA UN MINORENNE SENZA IL CONSENSO INFORMATO DAI SUOI GENITORI??? NON SI PUO' NEMMENO FARE IL RICHIAMO DELL'ANTITETANICO SENZA IL CONSENSO INFORMATO!!!!

    RispondiElimina
  26. Ma si può davvero congelare la carriera di un minorenne SENZA il consenso dei genitori? Se è legale, è aberrante
    erika

    RispondiElimina
  27. mi sembra una storia tremenda, coraggio Jason

    RispondiElimina
  28. Ci sono e sarò lieta di darti visibilità sia sul mio blog che su facebook

    RispondiElimina
  29. da me si direbbe "si mentunu chi picciriddi". La prepotenza e la stupidità non smetteranno mai di stupirmi

    giorgio

    RispondiElimina
  30. sono semplicemente allibito, sconcertato che possano accadere certe cose. non fanno bene allo sport e specialmente non fa bene a chi ci rimane vittima. conosco la "determinazione" che hanno certi genitori a far "arrivare" il proprio figlio in qualche disciplina sportiva, magari nel calcio, sognando di avere un piccolo Cacà come figlio ma dimenticando il resto, il vero motivo che legai ragazzi. sport, aggregazione e lealtà.
    quello che ci hai raccontato invece non ha nulla di tutto questo, ma un sequestro di un ragazzo che solo una cosa vuole...giocare ed essere libero :(

    RispondiElimina
  31. Ricorso al T.A.R. o Corte Europea

    Ciao

    RispondiElimina